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Fondo Vladimiro Carlon – Riccardo Ravagnan


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Il fondo raccoglie documenti prodotti da due diversi soggetti, Riccardo Ravagnan e il genero di questo, Vladimiro Carlon; la presenza di alcuni documenti relativi ad altri familiari (in particolare Vanda Ravagnan, nipote e figlia adottiva di Riccardo e moglie di Vladimiro) suggerirebbe di considerarlo come un vero e proprio archivio di famiglia.

Riccardo Ravagnan (Chioggia 1894 – Venezia 1970), avvocato e giornalista, già segretario della locale Camera del Lavoro, nel 1920 venne eletto sindaco di Chioggia per il Partito socialista e pochi mesi dopo aderì al neonato Partito comunista d’Italia; ma già nell’aprile 1921 la sua giunta fu costretta alle dimissioni dalle squadre fasciste che occuparono la città. Trasferitosi prima a Trieste e poi a Milano, collaborò alla stampa comunista (tra 1925 e 1926 fu tra l’altro redattore responsabile de “L’Unità”); fu quindi a Roma, dove collaborò con Antonio Gramsci. Arrestato nel 1926 per il suo impegno antifascista, venne condannato dal Tribunale speciale e scontò 6 anni di carcere; tornato in libertà, nel 1936 espatriò a Parigi, dove fu condirettore del quotidiano “La voce degli italiani” e tra i più attivi esponenti dell’emigrazione antifascista. Dal 1941 al 1944 prese parte alla Resistenza francese e fu tra i fondatori del Comitato di liberazione italiano in Francia. Tornato in Italia all’indomani della Liberazione, partecipò al governo del Cln per la provincia di Venezia; venne quindi eletto all’Assemblea Costituente (1946-48), poi senatore (1948-58) e deputato (1958-63); in quegli anni fu tra gli esponenti più prestigiosi del Pci in Veneto e membro degli organi dirigenti nazionali del partito.

Vladimiro (Miro) Carlon (Venezia 1925-2018), completati gli studi nel 1940, contribuì a creare un gruppo di giovani antifascisti; assunto in Ferrovia e trasferito a Bolzano, dopo l’8 settembre 1943 effettuò, assieme ad altri ferrovieri, azioni di sabotaggio fino all’agosto 1944, quando si unì ad una brigata partigiana del Tesino (Tn). Alla fine del 1944 a causa di una grave bronchite tornò a Venezia partecipando all’insurrezione in un Gap cittadino. Nel dopoguerra si iscrisse al Pci e alla Cgil e fu nominato segretario del sindacato ferrovieri. Nel 1950 costituì l’Associazione Italia-Urss. Dal 1956 al 1975 fu segretario della Commissione di controllo federale del Pci, nel 1971 venne eletto membro della Commissione per gli enti locali del Consiglio regionale (fino al 1975). Nel gennaio 1965 la Camera del Lavoro di Venezia lo incaricò di formare l’Etli (Ente turistico lavoratori italiani) con incarico di direttore generale che manterrà fino al 1995. È stato anche presidente dello Spi/Cgil provinciale di Venezia ed è autore di alcuni saggi storici.

Bibliografia:
– Gianni Isola, Ravagnan Riccardo, in Il Movimento operaio italiano: dizionario biografico, 1853-1943, a cura di Franco Andreucci e Tommaso Detti, vol. 4, Editori riuniti, Roma 1978,
pp. 289-292.
– Sergio Ravagnan, Riccardo Ravagnan, 1894-1970: un padre della Costituzione, Edizioni Arti Grafiche Diemme, Taglio di Po 1998.

Complesso archivistico
I documenti, attualmente raccolti in faldoni, scatole e contenitori di varia natura, sono indicativamente quantificabili in 42 buste, per un totale di circa 5 metri lineari. L’arco cronologico va – secondo l’attuale stato della ricognizione – dal 1893 al 2011.
Il fondo è stato depositato presso Iveser in due diversi versamenti: nel marzo 2014, ad opera dello stesso Vladimiro Carlon, e dopo la scomparsa di quest’ultimo, nel settembre 2019, per iniziativa della famiglia. La documentazione si presenta parzialmente ordinata e per lo più raccolta in faldoni, fascicoli o raccoglitori. Le carte riconducibili ai due soggetti produttori sono per lo più separate e distinguibili, con alcune eccezioni (sembra ipotizzabile che Carlon inglobasse nel suo archivio personale alcune carte del suocero).

Nello specifico la documentazione prodotta da Riccardo Ravagnan, quantificabile in un metro lineare circa, copre un arco cronologico che va dal 1946 alla sua morte, nel 1970 (documenti del 1920 sono presenti in copia). Comprende un’ampia corrispondenza sia familiare e privata che politica e istituzionale: nel primo ambito emerge in particolare il fitto carteggio, da Roma, con la compagna Maria Bertaggia. Tra i corrispondenti politici si segnalano esponenti di spicco del Pci nazionale (Palmiro Togliatti, Giancarlo Pajetta, Luigi Longo, Pietro Ingrao, Mauro Scoccimarro, Emilio Sereni, Umberto Terracini, Camilla Ravera, Mario Alicata ecc.) e locale, a cui si aggiungono alcuni uomini di governo e dirigenti di altri partiti (come Emilio Colombo). Da segnalare che una parte considerevole della corrispondenza è scritta su carta intestata ad Assemblea Costituente (1946-48), Senato della Repubblica (1948-58) e Camera dei Deputati (1958-62). Oltre alla corrispondenza si conservano appunti manoscritti di argomento politico, storico ed economico e bozze di interventi, cui si aggiunge la classica documentazione di partito (ciclostilati, circolari ecc.).

La documentazione raccolta da Vladimiro Carlon è invece quantificabile in oltre 3 metri lineari e copre principalmente un arco cronologico dagli anni Cinquanta del Novecento al 2011, ma con alcune pubblicazioni periodiche che risalgono fino all’ultimo decennio dell’Ottocento. Comprende corrispondenza, appunti, interventi a convegni e conferenze, volantini, circolari, ciclostilati, documenti di partito o delle varie amministrazioni ed enti con cui egli interagiva (Comune, Provincia, Regione, Cgil, Etli, Associazione Italia-Urss ecc.), gagliardetti, tessere, medaglie e distintivi. Ricca anche la rassegna stampa, comprendente sia ritagli di giornale, suddivisi per temi, sia interi numeri o fascicoli, anche di epoca predente alla nascita di Carlon, forse ereditati dallo stesso Ravagnan o da altri familiari. Tra i temi trattati si segnalano il polo industriale di Porto Marghera, i rapporti coi paesi dell’Europa Orientale, la questione altoatesina e altri.

Grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura è iniziato il lavoro di schedatura del complesso documentario – a cura di Manuela Soldi, con il coordinamento di Alessandra Schiavon – e la sua inventariazione analitica al fine di renderlo accessibile agli studiosi. L’intervento, la cui conclusione è prevista per la fine del mese di ottobre 2026, consentirà inoltre la redazione delle schede di Soggetto produttore e di Complesso archivistico nel Sistema unificato delle soprintendenze archivistiche, arricchendo la descrizione del patrimonio documentario di Iveser già presente in SIUSA.

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