L’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea promuove una ricerca storica e antropologica integrata, finalizzata alla realizzazione di un documentario e di un archivio digitale delle testimonianze sull’11 settembre 1970.
La sera dell’11 settembre 1970, un tornado di eccezionale potenza (classificato F4 sulla scala Fujita) tagliò il territorio veneto dai Colli Euganei fino al litorale adriatico lasciando dietro di sé 36 vittime totali e oltre 500 feriti. Alle 21:36 la tromba d’aria investì in pieno il motoscafo 130 dell’Acnil in fase di approdo nell’isola di Sant’Elena, l’imbarcazione fu sollevata e ribaltata dalla forza del vento provocando l’annegamento di 21 passeggeri e ingentissimi danni sul quartiere. Pochi minuti dopo (ore 21:42), superato il Lido, il fronte distruttivo flagellò la penisola del Cavallino abbattendosi su un campeggio di Ca’ Savio, le strutture vennero rase al suolo, causando la morte di 12 persone e il ferimento di altre 141 tra i turisti e i residenti presenti.
L’obiettivo primario è quello di ricostruire e salvaguardare la memoria storica cittadina, sottraendo all’oblio una delle più grandi calamità naturali della Venezia contemporanea, ancora oggi molto presente nella memoria pubblica cittadina. Attraverso la raccolta di memorie orali e materiali inediti, la ricerca mira a trasformare il ricordo privato in un patrimonio storico e civile condiviso, accessibile soprattutto alle nuove generazioni. Le fasi previste per l’iter progettuale sono le seguenti: PROGETTI & RICERCA
Memoria nella tempesta: il tornado dell’11 settembre 1970 tra laguna e litorale


Obiettivi
Il progetto intende anche riconoscere il valore fondamentale del radicamento nei luoghi della memoria. La prima fase di intercettazione dei testimoni a Venezia si sviluppa grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione “Chiostro di Sant’Elena”, che funge da cerniera sociale nel quartiere maggiormente colpito dalla furia distruttiva del tornado. È anche intenzione estendere la ricerca verso il litorale coinvolgendo attivamente anche le istituzioni e le associazioni storiche del comune di Cavallino-Treporti per dare il giusto spazio al ricordo delle vittime di Ca’ Savio.
La ricerca adotta un approccio di Public History basato su tre pilastri:
1 Raccolta di fonti orali: realizzazione di interviste strutturate a testimoni oculari, superstiti del motoscafo 130 e del campeggio, soccorritori e residenti dell’epoca.
2 Archivio partecipato: censimento e digitalizzazione di materiali privati (fotografie dell’epoca, spezzoni di pellicole Super8, lettere o diari)
3 Integrazione documentale: incrocio dei dati orali con le fonti d’archivio ufficiali, i resoconti della stampa locale e i documenti dei soccorsi del 1970 Tempistiche
Presentazioni
Rassegna stampa

