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Echi lontani della rivoluzione

Giovanni Sbordone, Echi lontani della rivoluzione. Le origini del Partito comunista a Venezia (1921 e dintorni), Verona, Cierre Edizioni, pp. 208, € 14,00

Ma comunismo e socialismo non sono la stessa cosa? Comincia così, nell’estate del 1919, la discussione interna alla sinistra veneziana che porterà alla scissione di Livorno: nel clima surriscaldato, socialmente e politicamente, di una città già sfiorata dal fronte e appena uscita dalla guerra, gli echi della rivoluzione russa danno anche ai vecchi termini significati e suggestioni nuove.
A un secolo di distanza, la nascita del Partito comunista a Venezia e provincia viene riletta attraverso la stampa dell’epoca, i documenti d’archivio e i pochi ritagli di memorie dei protagonisti giunti fino a noi: i primi passi del nuovo partito, le feroci polemiche con gli ex compagni del Psi, le sedi e gli spazi della militanza in centro storico, i comuni “rossi” della provincia. Tutto, o quasi, in quella stretta finestra di 21 mesi tra il congresso di Livorno e la marcia su Roma, prima che il fascismo zittisca la maggior parte delle voci.
Chiude il volume uno sguardo, in dissolvenza, sui lunghi anni della clandestinità sotto il regime, anche per delineare alcune figure, vicende e luoghi che il solo 1921-22 non basterebbe a mettere a fuoco.
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