Marco Zanetti, Vento di Garbìn. Il partigiano Sandro Gallo tra Venezia e Cadore, Cierre/Iveser, 2025, pp. 352, € 20,00.
Incuriosito dal nome di una strada – il nome di un eroe sconosciuto ai più – l’autore ha approfittato delle libertà concessegli dalla pensione per setacciare biblioteche ed archivi, rimbalzato da una citazione all’altra, nel tentativo di comprendere vicende narrate nel tempo da più voci, a spezzoni. È la storia di Alessandro Gallo (Venezia, 1914 – Lozzo di Cadore, 1944), nome di battaglia Garbìn: il vento di Libeccio, in veneziano. Insegnante, avvocato, ufficiale degli Alpini, comunista, comandante partigiano sulle montagne del Cadore: un puzzle da ricomporre interpretando documenti originali e mettendo a fuoco la situazione nella quale si muoveva. La curiosità si è poi allargata alle narrazioni susseguitesi negli ottant’anni esatti trascorsi dalla sua morte in combattimento, insomma alle storie della storia (lo stesso episodio raccontato da più punti di vista, come nel Rashomon di Kurosawa). Ne è venuta fuori ovviamente la complessità e la durezza della Resistenza, il dibattersi al suo interno di anime diverse, assieme alla convinzione che il protagonista ne abbia interpretato una parte senz’altro positiva. Prefazione di Mario Isnenghi.
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